Fame emotiva e Mindful Eating

Definiamo “Fame emotiva” quella particolare associazione che si crea tra emozioni e cibo. Può succedere che quando siamo investiti de emozioni difficili da gestire o anche quando non siamo consapevoli che un dato evento della vita quotidiana ci porta ad esperire emozioni per noi spiacevoli o non accettabili, utilizziamo il cibo per mitigare stati d’animo che possono essere di rabbia, tristezza, ansia, angoscia.

Ciò che viene sperimentato successivamente è il senso di colpa e la frustrazione per essersi “riversati” sul cibo.

In queste circostanze il cibo non viene utilizzato per regolare i meccanismi fisiologici di fame e sazietà.

La Mindful Eating che significa <<consapevolezza non giudicante delle sensazioni fisiche ed emotive associate all’ alimentazione>>, pone l’accento sull’ importanza di mangiare quando si sente lo stimolo della fame, mangiare i cibi di cui si sente il bisogno e fermarsi quando ci si sente sazi.

In questo, il protocollo MB-EAT (Mindfulness Based- Eating Awereness Training, ovvero Training per la Consapevolezza Alimentare Basato sulla Mindfulness) aiuta a connettersi agli stimoli interni relativi alla fame e alla sazietà, ad ascoltarli in maniera non giudicante ed accettarli al fine di acquisire la capacità di autoregolarsi.


Bibliografia

De Campora G., Zavattini G.C. (2016). Mindfulness e disturbi alimentari. Il Mulino, Bologna.